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07/27/2005
In Cattolica i test sugli alimenti
La “Aat” in espansione: esami su integratori, yogurt e altro. Prove su latte in polvere Azienda dell’Ateneo lavora sui cibi “funzionali”
Sono i “giudici” dei prodotti alimentari e farmaceutici che favoriscono il benessere delle persone, i cosiddetti “alimenti funzionali”, prima della loro introduzione sul mercato: quattro laureate dell'Università Cattolica di Piacenza, insieme al professor Lorenzo Morelli, hanno dato vita ad un'innovativa società di ricerca e sviluppo, la Advanced Analytical Technologies srl, operante nel settore delle indagini molecolari e delle biotecnologie.
Ogni volta che di uno di questi prodotti «che fanno bene» - yogurth, latte, integratori, tra i tanti - viene definito “scientificamente testato”, è assai probabile che dietro le verifiche sui soggetti che ne hanno assunto per prova i campioni, ci sia il loro intervento. Attualmente stanno lavorando all'esame di diversi latti in polvere, per sondare, sui neonati - campione nel gruppo di indagine, virtù e difetti dei prodotti, al fine di migliorarne le prestazioni in termini di nutrimento ma anche di ridurne i rischi di effetti indesiderati. Anche tra alcuni noti alimenti lattiero-caseari attualmente superpubblicizzati - in grado di “favorire il controllo della flora batterica intestinale” - vige il loro “sigillo”. Su altri prodotti totalmente innovativi, sempre rientranti nell'ambito dei “functional foods”, sono in corso da parte loro studi e ricerche a livello di dna microbico, ma, avvertono le quattro piacentine, «manca ancora il brevetto, che verrà venduto», e tutto è rigorosamente top-secret.
La Aat rappresenta la prima impresa “spin-off” (dalla ricerca universitaria all'avvio di iniziative imprenditoriali ad elevato contenuto tecnologico) per la sede piacentina dell'Ateneo di Padre Gemelli: è già risultata eleggibile ai finanziamenti regionali, avendo inoltre ottenuto un finanziamento Miur, ed è inserita nei progetti di finanziamento dell'Ue.
Una sfida ai mercati sul terreno della qualità e dell'innovazione spinta, dunque, che proprio da Piacenza prende le mosse. A tenerne a battesimo ieri i protagonisti, il direttore della sede piacentina dell'Università Cattolica Libero Ranelli e Sergio Giglio, presidente di Assoindustria; con loro e con il professor Morelli (docente di Biotecnologie delle fermentazioni presso la Facoltà di Agraria e presidente del consiglio di amministrazione di Advanced analytical technologies srl), le quattro ricercatrici (ed ora anche imprenditrici) piacentine, ovvero Elena Bessi, Daniela Cattivelli, Marina Elli e Sara Soldi.
La loro idea d'impresa, nel giugno 2004, era stata premiata dal concorso “Piacenza produce innovazione”, patrocinato da Assoindustria Piacenza, in qualità di “migliore idea innovativa” presentata sul territorio piacentino, come ricordato ieri da Antonio Cogni, già coordinatore del concorso. Pedina importante della compagine societaria, costituita ufficialmente un mese fa, l'Università Cattolica, insieme a Morelli e alle quattro piacentine. «Da anni, in sede universitaria - ha spiegato Morelli - erano condotte ricerche sugli alimenti che “fanno bene”, ed in seguito è nata l'idea di trasferire tali ricerche sul mercato e di aprire la sfida anche in termini di business». «Questa - ha detto il presidente di Assoindustria Sergio Giglio, intervenendo sui rapporti di scambio tra impresa ed università - è un'azienda alla quale stiamo guardando con molta attenzione, anche per verificare la possibilità di assicurare ad essa adeguati supporti per fare in modo che questa realtà cresca, si espanda e si consolidi nella nostra provincia».
LibertàSimona Segalini